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mercoledì 15 aprile 2015

Pensieri di santa Faustina K.




... 16. Quest'opera della misericordia. — Si fece improvvisamente luce dentro di me, ed ebbi una profonda comprensione dell'opera richiesta da Gesù. Nemmeno l'ombra di un dubbio mi rimase. Il Signore mi fece conoscere apertamente la sua volontà e il suo disegno in quest'opera della misericordia, di cui parla di continuo. La vidi collocata a tre livelli per quanto, nel suo insieme, rappresenti sempre un'unità.

17. I tre livelli. — Il primo è costituito da un gruppo d'anime contemplative le quali, appartate dal mondo, arderanno davanti a Dio come olocausto. Il loro compito è implorare la divina misericordia per il mondo e, in particolare, chiedere il favore di Dio sull'attività dei sacerdoti. Con la loro vita d'orazione, queste anime prepareranno l'universo all'ultima venuta di Gesù.

Il secondo livello è formato da un altro gruppo d'anime, le quali uniscono alla preghiera le varie opere di misericordia. Si uniranno in congregazione religiosa e avranno il compito di difendere le anime dal male, in primo luogo quelle dei fanciulli. L'orazione e le opere di misericordia rappresentano la missione che tocca a queste anime. È lo scopo della loro consacrazione a Dio. Nella congregazione di cui parlo vi sarà posto anche per persone poverissime e tutte assieme si uniranno a risvegliare, in questo mondo d'egoisti, l'amore per la misericordia di Gesù.

Il terzo livello consiste in un gruppo, vasto più dei precedenti, che si propone di pregare e praticare la misericordia, senza il vincolo dei voti religiosi. Le persone che si associeranno in questo modo parteciperanno al merito anche degli altri gruppi, perché fanno parte della stessa opera. A questo vasto movimento d'anime apparterranno le persone laiche senza una distinzione gerarchica tra loro. Si impegneranno, in particolare, a compiere almeno un'opera di misericordia al giorno. Tuttavia, di opere della misericordia se ne possono compiere, volendo, un grande numero e nelle forme più svariate. Anche il più povero e incapace è sempre in grado di attuarne qualcuna in qualche modo.

18. Come si esercita la misericordia. — La misericordia si esercita in tre modi:
1) Con le opere esterne di misericordia, che sono le opere di misericordia propriamente dette;
2) con le parole di misericordia, portando agli altri il proprio perdono ed il conforto;
3) con il ricorso alla misericordia di Dio pregando per gli altri, specialmente dove l'azione e la parola non possono arrivare.
Quando ci coglierà l'ultimo giorno e Dio pronuncerà su tutti noi il suo giudizio, per tali opere saremo giudicati e, in base ad esse, riceveremo la sentenza eterna (Mt. c. 25).

19. Fra la terra e il cielo. — La santa Messa era iniziata proprio in quel momento. Vidi Gesù splendente di bellezza. Mi disse che esigeva si fondasse quel movimento d'anime e quell'unione tra di esse, di cui m'aveva parlato. «Penetra nei miei segreti — proclamò — e scopri l'abisso della mia misericordia. Fa' conoscere al mondo ciò che voglio. Con la loro preghiera, questi movimenti d'anime faranno da mediatori di misericordia fra la terra e il cielo».

20. Eccoti me stessa! — Mio Creatore e Signore, eccoti me stessa! Disponi di me secondo il tuo volere. Attua i tuoi disegni eterni di misericordia. Conosca ogni anima quanto è buono il Signore. Nessuna tema il rapporto con lui; non vi si sottragga con la scusa della propria indegnità. Non rimandi a più tardi l'adesione agli inviti del Signore, perché questo lo contrista. Non vi è anima più miserabile di me, e ben conosco ciò che realmente sono, ma non mi stupisco ormai più che la divina maestà si abbassi fino a me e di me voglia servirsi. O eternità, tu stessa mi sembri troppo breve perché io riesca a proclamare la misericordia infinita del Signore.

Tracce di splendore
21. Lo strumento. — Oggi, 5.10.1936, ricevetti una lettera, del prof. Sopocko, dalla quale appresi che farà stampare una immaginetta con la figura del Cristo misericordioso. Il mio cuore scoppia di gioia, perché Dio mi permette finalmente di vedere l'inizio di quest'opera della sua misericordia. È un'opera grande e io, misera, ne sono solo lo strumento. Bramo vedere anche la festa della divina misericordia. Se, però, fosse volontà di Dio che essa venga celebrata nella Chiesa soltanto dopo la mia morte, me ne rallegro già fin d'ora e comincio a celebrarla interiormente con il permesso del mio confessore.

22. Collaborazione. — Madre Irene, che fu mia superiora a Wilno ed ora lo è a Cracovia, riceve da Dio una luce singolare per tutto ciò che riguarda quest'opera della misericordia del Signore. Essa fu la prima ad autorizzare l'esecuzione dei desideri di Gesù. Per prima, infatti, mi accompagnò quando si trattava di dipingere il quadro del Salvatore misericordioso ad opera del pittore Kazimierowski e adesso, che si comincia a dare alle stampe quel lavoro, essa nuovamente mi accompagna con l'intento sincero di promuovere la causa voluta da Gesù. Dio ha mirabilmente disposto tali cose e lo ringrazio per avermi dato una superiora come questa. È per essa che prego maggiormente, perché fu lei ad assumersi il più delle fatiche a favore di quest'opera.

23. La prima riproduzione dell'immagine. — Oggi la superiora, Madre Irene, scese con me in città da una persona che si assunse di stampare le piccole immagini unitamente alla pubblicazione delle invocazioni alla divina misericordia e della coroncina. Già venne ottenuta l'approvazione del vescovo. Dovevamo anche vedere le correzioni da apportare all'immagine più grande, la quale, del resto, è molto somigliante al quadro originale e ciò mi fa piacere. Contemplando quest'immagine mi trafisse un amore tanto vivo per Iddio, che ci fu un momento in cui non sapevo dove mi trovassi.

24. La generosità divina. — Ci recammo poi nella chiesa di Santa Maria e vi ascoltammo la santa Messa. Durante la celebrazione, il Signore mi fece conoscere il grande numero di anime che, mediante quest'opera della misericordia, giungerà a salvare. Entrai allora interiormente in colloquio col Signore, ringraziandolo d'aver potuto vedere coi miei occhi gli inizi del culto alla sua infinita misericordia. M'immersi in una profonda preghiera di ringraziamento. Quant'è grande la generosità di Dio! Sia benedetto il Signore, che è fedele alle sue promesse.

25. Proclama al mondo. — Disse Gesù: «Proclama al mondo che le fiamme della misericordia mi divorano: desidero riversarle sugli uomini, e grande dolore mi procurano quando rifiutano di accoglierle. Figlia mia, fa' ciò che puoi per diffondere il culto della divina misericordia. Completerò io quello che ti manca. Dirai all'umanità che soffre di stringersi al mio cuore misericordioso e io la colmerò di pace. Proclama che sono l'amore e la misericordia. Quando un'anima s'accosta a me con fiducia, la colmo di tanta quantità di grazie, che non può contenerle e le riversa su altre anime».

26. Non sono capace! — Scorsi ancora una volta, davanti a me, Gesù in quell'aspetto con il quale vuole essere dipinto sull'immagine. Mi disse: «Ardentemente bramo che si attui l'unione di anime, di cui spesso ti ho parlato!». Io esclamai: «Non sono capace di portare a termine un'impresa tanto grande!». Mi parve strano, ma fu come se Gesù non prestasse attenzione alle mie parole. In cambio, mi diede la chiara cognizione di quanto l'opera fosse a lui gradita. Evidentemente, non teneva conto della mia debolezza, pur lasciandomi intravedere le difficoltà che avrei incontrato.

27. Come una madre. — «Tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della mia misericordia più di quanto lo sia l'infante nel grembo della madre. Proteggerò per tutta la loro vita, come una madre fa col suo bambino, le anime che diffondono il culto della misericordia e, nell'ora della loro morte, non sarò per esse giudice ma salvatore. Un'anima giunta all'ultima sua ora non ha nient'altro in sua difesa se non la mia misericordia. Felice quella che, durante la sua vita, si sarà immersa nella fonte della mia misericordia, perché la giustizia non la raggiungerà».

28. Queste parole sono per te. — Oggi il prete predicò un ritiro spirituale. Spiegò quanto il mondo abbia bisogno della misericordia di Dio, perché i nostri tempi hanno dell'eccezionale. Ad un tratto, udii dentro di me una voce che diceva: «Queste parole sono per te. Fa' tutto ciò che ti è possibile per diffondere quest'opera della mia misericordia. Porgo all'umanità una tavola di salvezza, affinché cerchi in essa il proprio scampo. Il mio cuore si rallegra del culto che date alla mia misericordia».

29. Uno sguardo all'avvenire. — Ora so. Verrà il momento in cui quest'opera, tanto cara a Dio, sembrerà distrutta quasi completamente ma, all'improvviso, per intervento di Dio, essa riapparirà con gran vigore a testimonio della verità. L'opera della misericordia, allora, aggiungerà alla Chiesa nuovo splendore, sebbene il contenuto di quest'opera da molto tempo esista già, come addormentato, dentro di essa.

30. Tracce di splendore. — Vidi Gesù. Si chinò su di me e mi disse dolcemente: «Hai qualche desiderio, figlia mia?». Risposi: «Desidero la gloria e il culto della tua misericordia». Disse: «Il culto mi viene tributato con l'istituzione e la celebrazione della festa. Che cosa desideri oltre a questo?». Guardai in spirito le folle che adorano Dio nella sua misericordia e dissi: «Gesù, benedici tutti quelli che si uniscono per adorarti e per glorificare la tua misericordia». Gesù tracciò allora con la mano il segno della croce e la sua benedizione lasciò su ciascun'anima una traccia di splendore.

AVE MARIA PURISSIMA!

venerdì 29 novembre 2013

Domenica 1 dicembre 2013, I Domenica di Avvento - Anno A - Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,37-44.

Maria Valtorta


"Prendete, prendete quest’opera e ‘non sigillatela’, ma leggetela e fatela leggere"
Gesù (cap 652, volume 10), a proposito del
"Evangelo come mi è stato rivelato"
di Maria Valtorta

Domenica 1 dicembre 2013, I Domenica di Avvento - Anno A

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 24,37-44.

Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, 
e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo. 
Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. 
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata. 
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. 
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. 
Perciò anche voi state pronti, perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà. 
Traduzione liturgica della Bibbia


Corrispondenza nell "Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta : 
Volume 9 Capitolo 596 pagina 387.

[...] 46  State nel Signore e nella sua verità. Io sono la Verità e insegno la verità. Perciò ancora vi ripeto: qualunque cosa vi dicano di Me, non credete. Io solo ho detto la verità. Io solo vi dico che il Cristo verrà, ma quando sarà la fine. Perciò, se vi dicono: “È nel deserto”, non andate. Se vi dicono: “È in quella casa”, non date retta. Perché il Figlio dell’uomo nella sua seconda venuta sarà simile al lampo che esce da levante e guizza fino a ponente, in un tempo più breve di quel che non sia il batter di una palpebra. E scorrerà sul grande Corpo, di subito fatto Cadavere, seguito dai suoi fulgenti angeli, e giudicherà. Là dovunque sarà corpo là si raduneranno le aquile. E subito dopo la tribolazione di quei giorni ultimi, che vi fu detta - parlo già della fine del tempo e del mondo e della risurrezione delle ossa, delle quali cose parlano i profeti - si oscurerà il sole, e la luna non darà più luce, e le stelle del cielo cadranno come acini da un grappolo troppo maturo che un vento di bufera scuote, e le potenze dei Cieli tremeranno.

E allora nel firmamento oscurato apparirà folgorante il segno del Figlio dell’uomo, e piangeranno tutte le nazioni della Terra, e gli uomini vedranno il Figlio dell’uomo venir sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria. Ed Egli comanderà ai suoi angeli di mietere e vendemmiare, e di separare i logli dal grano, e di gettare le uve nel tino, perché sarà venuto il tempo del grande raccolto del seme di Adamo, e non ci sarà più bisogno di serbare racimolo o semente, perché non ci sarà mai più perpetuazione della specie umana sulla Terra morta. E comanderà ai suoi angeli che a gran voce di trombe adunino gli eletti dai quattro venti, da un’estremità all’altra dei cieli, perché siano al fianco del Giudice divino per giudicare con Lui gli ultimi viventi ed i risorti. 

47Dal fico imparate la similitudine: quando vedete che il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che vicina è l’estate. Così anche, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che il Cristo sta per venire. In verità vi dico: non passerà questa generazione che non mi volle, prima che tutto ciò avvenga. 
La mia parola non cade. Ciò che dico sarà. Il cuore e il pensiero degli uomini possono mutare, ma non muta la mia parola. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto poi al giorno e all’ora precisa, nessuno li conosce, neppure gli angeli del Signore, ma soltanto il Padre li conosce. 

48Come ai tempi di Noè, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo. Nei giorni precedenti al diluvio, gli uomini mangiavano, bevevano, si sposavano, si accasavano, senza darsi pensiero del segno sino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e si aprirono le cataratte dei cieli e il diluvio sommerse ogni vivente e ogni cosa. Anche così sarà per la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno accosto nel campo, e uno sarà preso e uno sarà lasciato, e due donne saranno intente a far andare la mola, e una sarà presa e una lasciata, dai nemici nella Patria e più ancora dagli angeli separanti il buon seme dal loglio, e non avranno tempo di prepararsi al giudizio del Cristo. 

Vegliate dunque perché non sapete a che ora verrà il vostro Signore. Ripensate a questo: se il capo di famiglia sapesse a che ora viene il ladro, veglierebbe e non lascerebbe spogliare la sua casa. Quindi vegliate e pregate, stando sempre preparati alla venuta, senza che i vostri cuori cadano in torpore, per abuso e intemperanza di ogni specie, e i vostri spiriti siano fatti distratti e ottusi alle cose del Cielo dalle eccessive cure per le cose della Terra, e il laccio della morte non vi colga improvviso quando siete impreparati. Perché, ricordate, tutti avete a morire. Tutti gli uomini, nati che siano, devono morire, ed è una singola venuta del Cristo questa morte e questo susseguente giudizio, che avrà il suo ripetersi universale alla venuta solenne del Figlio dell’uomo. 


49Che sarà mai di quel servo fedele e prudente, preposto dal padrone ad amministrare il cibo ai domestici in sua assenza? Beata sorte egli avrà se il suo padrone, tornando all’improvviso, lo trova a fare ciò che deve con solerzia, giustizia e amore. In verità vi dico che gli dirà: “Vieni, servo buono e fedele. Tu hai meritato il mio premio. Tieni, amministra tutti i miei beni”. 

Ma se egli pareva, e non era, buono e fedele, e nell’interno suo era cattivo come all’esterno era ipocrita, e partito il padrone dirà in cuor suo: “Il padrone tarderà a tornare! Diamoci al bel tempo”, e comincerà a battere e malmenare i conservi, facendo usura su loro nel cibo e in ogni altra cosa per avere maggior denaro da consumare coi gozzovigliatori e ubbriaconi, che avverrà? Che il padrone tornerà all’improvviso, quando il servo non se lo pensa vicino, e verrà scoperto il suo malfare, gli verrà levato posto e denaro, e sarà cacciato dove giustizia vuole. E ivi starà. 

E così del peccatore impenitente, che non pensa come la morte può essere vicina e vicino il suo giudizio, e gode e abusa dicendo: “Poi mi pentirò”. In verità vi dico che egli non avrà tempo di farlo e sarà condannato a stare in eterno nel luogo del tremendo orrore, dove è solo bestemmia e pianto e tortura, e ne uscirà soltanto per il Giudizio finale, quando rivestirà la carne risorta per presentarsi completo al Giudizio ultimo come completo peccò nel tempo della vita terrena, e con corpo ed anima si presenterà al Giudice Gesù che egli non volle per Salvatore. 

50Tutti là accolti davanti al Figlio dell’uomo. Una moltitudine infinita di corpi, restituiti dalla terra e dal mare e ricomposti dopo essere stati cenere per tanto tempo. E gli spiriti nei corpi. Ad ogni carne tornata sugli scheletri corrisponderà il proprio spirito, quello che l’animava un tempo. E staranno ritti davanti al Figlio dell’uomo, splendido nella sua Maestà divina, seduto sul trono della sua gloria sorretto dai suoi angeli. 

Ed Egli separerà uomini da uomini, mettendo da un lato i buoni e dall’altro i cattivi, come un pastore separa le pecorelle dai capretti, e metterà le sue pecore a destra e i capri a sinistra. 

E dirà con dolce voce e benigno aspetto a quelli che, pacifici e belli di una bellezza gloriosa nello splendore del corpo santo, lo guarderanno con tutto l’amore del loro cuore: “Venite, o benedetti dal Padre mio, prendete possesso del Regno preparato per voi sino dall’origine del mondo. Perché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere, fui pellegrino e mi ospitaste, fui nudo e mi rivestiste, malato e mi visitaste, prigioniero e veniste a portarmi conforto”. 
E i giusti gli chiederanno: “Quando mai, Signore, ti vedemmo affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti vedemmo pellegrino e ti abbiamo accolto, nudo e ti abbiamo rivestito? Quando ti vedemmo infermo e carcerato e siamo venuti a visitarti?”. 
E il Re dei re dirà loro: “In verità vi dico: quando avete fatto una di queste cose ad uno di questi minimi fra i miei fratelli, allora lo avete fatto a Me”. 

E poi si volgerà a quelli che saranno alla sua sinistra e dirà loro, severo nel volto, e i suoi sguardi saranno come saette fulminanti i reprobi, e nella sua voce tuonerà l’ira di Dio: “Via di qua! Via da Me, o maledetti! Nel fuoco eterno preparato dal furore di Dio per il demonio e gli angeli tenebrosi e per coloro che li hanno ascoltati nelle loro voci di libidine triplice e oscena. Io ebbi fame e non mi sfamaste, sete e non mi dissetaste, fui nudo e non mi rivestiste, pellegrino e mi respingeste, infermo e carcerato e non mi visitaste. Perché non avevate che una legge: il piacere del vostro io”. 
Ed essi gli diranno: “Quando ti abbiamo visto affamato, assetato, nudo, pellegrino, infermo, carcerato? In verità noi non ti abbiamo conosciuto. Non eravamo, quando Tu eri sulla Terra”. 

Ed Egli risponderà loro: “È vero. Non mi avete conosciuto. Perché non eravate quando Io ero sulla Terra. Ma avete però conosciuto la mia Parola e avete avuto i poveri fra voi, gli affamati, i sitibondi, i nudi, i malati, i carcerati. Perché non avete fatto ad essi ciò che forse avreste fatto a Me? Perché non è già detto che coloro che mi ebbero fra loro fossero misericordiosi col Figlio dell’uomo. Non sapete che nei miei fratelli Io sono, e dove è uno di essi che soffra là sono Io, e che ciò che non avete fatto ad uno di questi miei minori fratelli lo avete negato a Me, Primogenito degli uomini? Andate e ardete nel vostro egoismo. Andate, e vi fascino le tenebre e il gelo perché tenebra e gelo foste, pur conoscendo dove era la Luce e il Fuoco d’Amore”
E costoro andranno all’eterno supplizio, mentre i giusti entreranno nella vita eterna. 
Queste le cose future... 

51Ora andate. E non dividetevi fra voi. Io vado con Giovanni e sarò a voi a metà della prima vigilia, per la cena e per andare poi alle nostre istruzioni». 
«Anche questa sera? Tutte le sere faremo questo? Io sono tutto indolenzito dalle guazze. Non sarebbe meglio entrare ormai in qualche casa ospitale? Sempre sotto le tende! Sempre veglianti e nelle notti, che sono fresche e umide...», si lamenta Giuda. 
«È l’ultima notte. Domani... sarà diverso». 
«Ah! Credevo che volessi andare al Getsemani tutte le notti. Ma se è l’ultima...». 
«Non ho detto questo, Giuda. Ho detto che sarà l’ultima notte da passare al campo dei Galilei tutti uniti. Domani prepareremo la Pasqua e consumeremo l’agnello, e poi andrò Io solo a pregare nel Getsemani. E voi potrete fare ciò che volete». 
«Ma noi verremo con Te, Signore! Quando mai abbiamo voglia di lasciarti?», dice Pietro. 
«Tu taci, che sei in colpa. Tu e lo Zelote non fate che svolazzare qua e là appena il Maestro non vi vede. Vi tengo d’occhio. Al Tempio... nel giorno... nelle tende lassù...», dice l’Iscariota, lieto di denunciare. 
«Basta! Se essi lo fanno, bene fanno. Ma però non mi lasciate solo... Io ve ne prego...». 
«Signore, non facciamo nulla di male. Credilo. Le nostre azioni sono note a Dio ed il suo occhio non si torce da esse con disgusto», dice lo Zelote. 
«Lo so. Ma è inutile. E ciò che è inutile può sempre essere dannoso. State il più possibile uniti».
 
Poi si volge a Matteo: «Tu, mio buon cronista, ripeterai a costoro la parabola delle dieci vergini savie e delle dieci stolte, e quella del padrone che dà dei talenti ai suoi tre servi perché li facciano fruttare, e due ne guadagnano il doppio e l’infingardo lo sotterra. Ricordi?». 
«Sì, Signor mio, esattamente». 
«Allora ripetile a questi. Non tutti le conoscono. E anche quelli che le sanno avranno piacere a riascoltarle. Passate così in sapienti discorsi il tempo sino al mio ritorno. Vegliate! Vegliate! Tenete desto il vostro spirito. Quelle parabole sono appropriate anche a ciò che dissi. Addio. La pace sia con voi». 
Prende Giovanni per mano e si allontana con lui verso la città... Gli altri si avviano verso il campo galileo. 

Estratto di "l'Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta ©Centro Editoriale Valtortiano http://www.mariavaltorta.com/


martedì 15 gennaio 2013

Servire e dare la propria vita



Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti 
(Marco 10, 43)


AVE MARIA PURISSIMA!

giovedì 24 maggio 2012

Le 7+7 OPERE di MISERICORDIA spiegate ai bambini : (puoi memorizzarle così: CIBO POTO TEGO COLLIGO VISITO REDIMO CONDO; CONSULE CONSULE CASTIGA SOLARE REMITTE FER ORA)




Le OPERE di MISERICORDIA spiegate ai bambini
DARE DA MANGIARE AGLI AFFAMATI
E tu oggi cosa farai?
Se sei un bambino buono non sprecare,
perchè sai che al mondo ci sono tan­te persone che hanno fame.
GESU’ NE SARÀ CONTENTO.
Guarda, questo bambino con quanto amore porge da mangiare!

DARE DA BERE AGLI ASSETATI

E tu oggi chi disseterai?
Se sei un bambino buono,
non pensare solo alla tua sete,
ma prima disseta gli altri.
FARAI FELICE GESU’
Vedi, con quanta generosità offre da bere!

VESTIRE GLI IGNUDI

E tu oggi chi vestirai ?
Ci sono nel mondo bambini poveri che non posseggono nulla,
aiutali a sorridere.
GESÙ TI BENEDIRÀ.
Osserva, con quanto affetto Lui copre il poverello!

ALLOGGIARE I PELLEGRINI

E tu oggi chi ospiterai?
Perchè non essere conten­to di avere in casa tua
uno che ha bisogno della tua amicizia,
pensa a Gesù che cercava una casa.
GESU’ SARA’ PRESENTE IN CASA TUA.
È con dolcezza, che accoglie il pellegrino, nella sua casa!

VISITARE GLI INFERMI

E tu oggi chi visiterai?
Conosci la gioia di giocare vero?
Ma c'é anche la gioia di dare «la gioia».
Perchè non andare a tro­vare un ammalato o
una persona anziana.
GESÙ SI RICORDERÀ DI TE.

Egli non indugia ad aiutare un malato

VISITARE I CARCERATI

E tu oggi chi aiuterai ?
Ci sono bambini desiderosi di conforto,
perchè nessuno li ama,
dona a loro la tua amicizia.
GESÙ SARÀ VICINO A TE.

Guarda con quanta gioia dà amicizia ad un carcerato!

SEPPELLIRE I MORTI

E tu oggi pregherai per i morti ?
Non ti chiedo molto,
ma che tu rispetti la morte di tutti,
e pensi volentieri a chi morendo,
ha già rag­giunto il cielo.
LA CASA DI GESÙ.
Porta anche tu volentieri i fiori sulla tomba dei tuoi cari e… soprattutto prega per tutti i defunti.
*************************************
Per fare del bene bisogna avere il cuore buono!
Tu hai il cuore buono, quando pensi alle necessi­tà degli altri e fai qualche cosa per loro.
Tali opere di bene sono co­me tanti fiori che germo­gliano dal tuo cuore e si chiamano:
opere di misericordia.
Alcune sono gesti di bontà che aiutano la persona, e sono chiamate:
opere di misericordia corpo­rali,
altri lo spirito, perciò saran­no chiamati:
opere spirituali.

Le 7 OPERE CORPORALI

- dare da mangiare agli affamati 
- dare da bere agli assetati
- vestire gli ignudi
- alloggiare i pellegrini
- visitare gli infermi
- visitare i carcerati
- seppellire i morti

Le 7 OPERE SPIRITUALI

- consolare i dubbiosi
- insegnare agli ignoranti
- ammonire i peccatori
- consolare gli afflitti
- perdonare le offese
- sopportare le persone moleste
- pregare per i vivi e i morti

CONSOLARE I DUBBIOSI

Ci sono bambini che lascia­no i giochi per portare
la loro compagnia
a chi sta in disparte,
anche tu dovresti essere uno di loro!
Lo farai oggi?
C'è un bambino solo, senza amici e lui va a trovarlo.

INSEGNARE AGLI IGNORANTI

Guarda che festa quando un bambino racconta
quel­lo che sa di Gesù, e
mostra il libro che gli ha regalato la mamma!
Oggi farai un'opera buona, quale?
Lui racconta volentieri agli altri i fatti di Gesù.

AMMONIRE I PECCATORI

Se sai che qualche bambi­no non è nel giusto,
non correre a rimproverarlo,
ma portagli una buona pa­rola,
portalo a confessarsi!
Chi vorresti aiutare, oggi
Come Angelo buono, lo consiglia a riflettere.

CONSOLARE GLI AFFLITTI

Ci sono bambini, che stan­no volentieri con te,
non ti chiedono altro, se non la tua compagnia.
Cerca di accorgertene e poi stai con loro.
Lo farai oggi, e con chi?
Quando vede uno afflitto volentieri lo abbraccia.

PERDONARE LE OFFESE

Se hai offeso qualcuno, fa subito la pace con lui,
non finire la giornata con ques­ta colpa,
se fai la pace avrai il cuore leggero. Pensaci oggi !
Lui bussa alla porta per chiedere perdono.

SOPPORTARE LE PERSONE MOLESTE

C'è sempre qualcuno che piace di più e altri di me­no,
però non evitarlo e quando si arrabbia,
digli una buona parola,
ed an­che allegra.
Lo farai oggi ?
Protegge col suo aiuto l'amico in pericolo.

PREGARE PER I VIVI E PER I MORTI

Porta i fiori, non solo alla mamma, ma portali anche a Gesù, e
se non trovi fio­ri, dona quelli del tuo cuo­re,
che sono le "tue pre­ghiere".
(Che sono i più freschi e i più profumati!)
Ricordati di farlo, oggi!
Porta fiori a Gesù e fa del tuo cuore, un fiore di riconoscenza.



Dopo che avrai letto ques­to libretto, non metterlo da parte, riprendilo alla se­ra, guarda una figurina e parla a Gesù.
Perché questo scritto sia efficace, giorno dopo giorno, metti in pratica il "Fioretto indicato" comincerai così a pregare con la tua mente, e tutto in te diverrà gran­de.






Sia lodato Gesù Cristo!
Sia lodato con Maria!
Siano sempre lodati!

sabato 31 marzo 2012

BEATA MARIA BAOUARDY: IL PICCOLO NULLA




Un giorno, nostro Signore la inviò da una signora per dirle di disfarsi di un ve­stito da ballo che le costava mille franchi. Avendo la signora messo in ridicolo que­sta comunicazione, Maria, spinta da una forte ispirazione, le disse: «Eh! sì, Signo­ra, vi annuncio che la prossima volta che indosserete quest'abito morirete voi e il vostro bambino, bruciati».
Accadde proprio come Maria aveva predetto: il fuoco si attaccò al vestito della donna, poi all'appartamento dove abitava, infine fu bruciata lei ed anche il suo bambino che dormiva nella culla.

**


Un'altra volta, ad Alessandria, mentre Maria era sistemata presso una ricca si­gnora, sentì raccontare della squallida, estrema miseria di una famiglia i cui membri erano malati e che nessuno aiutava. Subito, la generosa fanciulla chiese di po­tersi congedare. La donna, molto urtata, la seguì fino alle scale e la colpì di basto­nate con una tale violenza, che Maria ne soffrì a lungo. Senza provare risentimen­to per questa violenza, Maria corse a stabilirsi nella sudicia camera occupata dalla povera famiglia. Il padre, la madre e i bambini giacevano nei letti infetti, che do­vette rinnovare. Notte e giorno, curò quegli infermi sfortunati con grande carità. Ar­rivò persino a mendicare per nutrirli e per vestirli. Infine, dopo quaranta giorni di questa eroica dedizione, ebbe la consolazione di vedere tutti i membri della fami­glia completamente ristabiliti.


***

Durante uno dei suoi viaggi, Maria incontrò una fanciulla, chiamata Rosalia, che aveva furtivamente lasciato la sua ricca famiglia per rimanere vergine e vivere povera per Gesù Cristo. Benché non si fossero mai viste prima d'allora, Maria e Rosalia si chiamarono per nome, e trascorsero una notte deliziosa a parlare di Ge­sù, il loro unico amore. Si raccontarono tutta la loro vita, promettendosi mutua­mente di custodire il segreto, per non essere scoperte e poter conservare il tesoro della verginità.

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Fu nello stesso periodo che nostro Signore chiese a Maria di digiunare per un anno intero a pane ed acqua. La giovane non poteva decidersi a ciò finché non aves­se ottenuto il permesso del suo confessore, perché molto debole e obbligata a lavo­rare per guadagnarsi da vivere. Alcuni giorni passarono in queste esitazioni. Allo scopo di vincere la sua resistenza, Dio permise che il suo stomaco non ritenesse al­cun nutrimento; fece allora un tentativo di digiuno forzato, e siccome non trovò al­cun ostacolo nel farlo, si decise a sottomettere il caso a un venerabile sacerdote, che l'autorizzò a proseguire la sua penitenza. Così fece, durante tutto il corso dell'an­no, e la sua salute si mantenne florida.

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Ascoltiamo ancora la serva di Dio riferire ciò che segue:
«Per mostrarvi la mia ignoranza vi racconto di orribili pensieri che mi assaliro­no, durante uno dei miei viaggi per mare. Mi credevo colpevole di tutti questi pen­sieri, considerandoli veri crimini. Così quando sbarcai, il mio primo pensiero fu di correre presso un confessore. Mi accusai, come se davvero avessi commesso tutti i peccati il cui pensiero si era presentato mio malgrado nel mio spirito. Il sacerdote mi fece una lunga e pressante esortazione per incitarmi al pentimento. Prima di as­solvermi, mi chiese di promettere a Dio di correggermi. Gli risposi: Padre mio, mi è impossibile prometterglielo; volevo dire che non dipendeva da me il non avere più di questi pensieri. Convinto a causa della mia risposta, non solo dei miei crimini, ma anche della mia ostinazione, il ministro di Dio mi rimandò senza assolvermi, dopo avermi fatto le più terribili minacce. Io non sapevo più cosa fare; ero quasi di­sperata. Come sempre, implorai allora la mia buona Madre del Cielo. Sentii una vo­ce dirmi: Va in tale via, entra in tale casa, sarai illuminata e consolata. Mi alzai, e arrivai nel luogo indicatomi. Bussai, e una voce dolce come se venisse dal Cielo, mi rispose: Entra. lo entrai, e mi trovai davanti una donna che mi disse: avvicina­ti, Maria. Sei inconsolabile, ma ti sbagli, poiché tu non sei colpevole. Maria, avere i più orribili pensieri non è peccato; il peccato non esiste fino a quando l'anima non vi acconsente. Tu ti sei dunque espressa male. Và di nuovo da quel confessore, e digli le cose nel modo che ti dirò adesso. Passai la notte con quella persona che mi conosceva molto bene e parlammo tutto il tempo di Gesù e del Cielo. L'indo­mani, di buon mattino, ero già ai piedi dello stesso sacerdote. Gli spiegai le cose così come la persona sconosciuta mi aveva insegnato a fare, e il confessore, invece di rimproverarmi, mi incoraggiò. 

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Ascoltate ancora cosa mi è successo quand'ero in mare e ammirate la potenza della fede, persino in una peccatrice. Una tempesta fu­riosa si era levata; dopo inutili sforzi per resistere ai venti e ai flutti, il capitano ave­va dichiarato che tutte le speranze erano perdute. I passeggeri si gettarono nelle barche di salvataggio, in mezzo ad una confusione indescrivibile. Il capitano li contò, mancava all'appello una persona. Scese subito nelle cabine, e arrivò alla mia. Ero coricata e dormivo profondamente. Mi svegliò gridando: Alzati, vestiti, e sali su di una barca, siamo perduti. Mi vestii alla meglio e salii sul ponte. Mi sen­tii ispirata a pregare, dopo avere rimproverato a tutti la loro mancanza di fede. In ginocchio con gli occhi rivolti al cielo, dissi, stendendo le braccia: Signore Gesù, tu che sei potente, calma il mare. O potenza della fede! Lo credereste? La tempe­sta cessò, le onde si calmarono, e noi fummo salvi. Ecco ciò che Dio ha fatto at­traverso una peccatrice come me, con un solo grido di fede. Ah! se noi avessimo la fede, una grande fede, otterremmo tutto da Dio».

Chissà quanti altri simili episodi la sua umiltà ha dovuto farle tacere. Quelli che noi abbiamo citato basteranno a convincere il lettore dell'ammirevole virtù di Maria.

da: Il piccolo nulla, cap. II

LAUDETUR   JESUS  CHRISTUS!
LAUDETUR  CUM  MARIA!
SEMPER  LAUDENTUR!


sabato 11 febbraio 2012

Magistrale Messaggio per la Quaresima 2012


Benedetto XVI invita alla correzione fraterna



Cari Amici, il Papa ci ha fatto dono di un magistrale Messaggio per la Quaresima che merita un particolare approfondimento nel nostro animo.
Lo Spirito Santo ha ispirato il Santo Padre di approfondire, finalmente dopo diversi lustri di timidi silenzi, di delicate pastorali del "volemose bene" o esclusivamente di preoccupazioni semi-materiali, il linguaggio celeste della Chiesa che ha sempre proposto la carità spirituale soprattutto nei confronti delle anime traviate ed in pericolo di dannazione .
Il Messaggio inizia, significativamente, con una serie di considerazioni sulla responsabilità che abbiamo verso i più deboli, i malati, i sofferenti, i poveri.
Dopo questo doveroso abbraccio all'umanità sofferente, per la quale il Verbo di Dio si è incarnato, il Papa dona ai credenti e a tutti gli uomini una vera lezione di Catechesi nella quale ritorna il richiamo alle opere di misericordia e fra le quali quella di "ammonire i peccatori"....
Egli ci chiama a riscoprire la"correzione fraterna" denunciando, paternamente, il disordine e l'incoerenza di taluni cristiani che invece di correggere il fratello che commette un peccato, si adegua alle mode dei tempi....
Ma leggiamo il passo direttamente dalle sue parole, il cuore stesso del Messaggio:


"Il «prestare attenzione» al fratello comprende altresì la premura per il suo bene spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si è assai sensibili al discorso della cura e della carità per il bene fisico e materiale degli altri, ma si tace quasi del tutto sulla responsabilità spirituale verso i fratelli. Non così nella Chiesa dei primi tempi e nelle comunità veramente mature nella fede, in cui ci si prende a cuore non solo la salute corporale del fratello, ma anche quella della sua anima per il suo destino ultimo.

Nella Sacra Scrittura leggiamo: «Rimprovera il saggio ed egli ti sarà grato. Dà consigli al saggio e diventerà ancora più saggio; istruisci il giusto ed egli aumenterà il sapere» (Pr 9,8s). Cristo stesso comanda di riprendere il fratello che sta commettendo un peccato (cfr Mt 18,15). Il verbo usato per definire la correzione fraterna - elenchein - è il medesimo che indica la missione profetica di denuncia propria dei cristiani verso una generazione che indulge al male (cfr Ef 5,11).
La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale quella di «ammonire i peccatori». E’ importante recuperare questa dimensione della carità cristiana.
Non bisogna tacere di fronte al male.
Penso qui all’atteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodità, si adeguano alla mentalità comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verità e non seguono la via del bene.
Il rimprovero cristiano, però, non è mai animato da spirito di condanna o recriminazione; è mosso sempre dall’amore e dalla misericordia e sgorga da vera sollecitudine per il bene del fratello.
L’apostolo Paolo afferma: «Se uno viene sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con spirito di dolcezza. E tu vigila su te stesso, per non essere tentato anche tu» (Gal 6,1). Nel nostro mondo impregnato di individualismo, è necessario riscoprire l’importanza della correzione fraterna, per camminare insieme verso la santità. Persino «il giusto cade sette volte» (Pr 24,16), dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e manchevoli (cfr 1 Gv 1,8). E’ un grande servizio quindi aiutare e lasciarsi aiutare a leggere con verità se stessi, per migliorare la propria vita e camminare più rettamente nella via del Signore. C’è sempre bisogno di uno sguardo che ama e corregge, che conosce e riconosce, che discerne e perdona (cfr Lc 22,61), come ha fatto e fa Dio con ciascuno di noi..."
( D.L.)

Ringraziamo la carissima ed infaticabile LDCaterina63 anche per il bellissimo Video su Gloria TV, ispirato al Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012. Oremus pro Pontifice nostro Benedicto !


AVE MARIA!
Laudetur Iesus Christus!
Laudetur cum Maria! Semper laudentur