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lunedì 29 aprile 2019

REGINA DELLA RIVELAZIONE * 24-11-1947 ore 11,30.



REGINA DELLA RIVELAZIONE

Dice Maria:
  “Con quello che ti ho detto il giorno della Presentazione puoi capire anche perché sono apparsa coi tre colori delle Virtù Teologali. Alcuni, quelli che si perdono nelle solite inezie umane anche davanti alle realtà soprannaturali più grandi e chiare, fanno ostacolo al credere alla mia venuta alle Tre Fontane per quei colori... Non c'è limitazioni dove Io sono. E in ogni cosa è un simbolo.

Regina della Rivelazione, ho vestito i colori delle tre virtù che la Rivelazione contiene e propone: la Fedela Speranzala Carità.

Tutta la Rivelazione è Fede. Senza la Fede non potreste accettare la Rivelazione. Il Vangelo è Fede perfetta, essendo Rivelazione diretta delle divine Verità e dei mezzi per conseguire il Regno dei Cieli, ossia ciò che conforta la Speranza, virtù per la quale i credenti aspettano sicuri la vita eterna, conseguita per la Carità, quella carità verso Dio e verso il prossimo che è contenuta nel Codice del Figlio mio.

Venuta presso la Sede di Pietro, nel cuore della Cattolicità, in un'ora paurosa di nascita delle tenebre - e tenebre nascono dallo sprezzo aperto, dalla trascuranza sonnolenta, dalla tiepidezza invisa a Dio per il Vangelo - cercando col mio venire di fugare le tenebre con la Luce, ossia col Verbo, ho ricordato col simbolo della mia veste che non c'è intelligenza e salute se non si riveste l'anima di Fede, Speranza, Carità per capire la Parola, chenon c'è vita e pace senza Fede, Speranza, Carità per vivere veramente la Parola e conseguire la Vita e Pace eterna.

La Rivelazione senza la Fede diviene accumulo di parole vane e incomprensibili, e forma oggetto di scherno verso l'Altissimo, deriso nelle sue Verità, per chi è senza la Fede, e oggetto di rovina singola e collettiva, terrena e ultraterrena.

  La Rivelazione senza la Speranza diviene accumulo di parole vane che le eresie assalgono e polverizzano. Cosa è la vita eterna, il possesso di Dio, il Paradiso per chi non ha la Santa Speranza, per chi è sterilito dal materialismo, corrotto dalle dottrine di Satana, reso cieco dal positivismo', folle da una scienza atea che vuole sostenere le evoluzioni della materia in opposto alle creazioni di Dio perspiegare                                l'essere del mondo sensibile; fatto morto per l'ateismo che nega il Tutto in cui è la chiave del tutto? Quale freno ha più chi non spera nelle promesse di Dio, chi non agisce per mutarle in realtà a se stesso? Quale sprone ha contro tentazioni e sventure?

  La Rivelazione senza la Carità diviene accumulo di parole vane. Quando non si ama, come si può credere in Dio, a Dio, alla sua Legge, al Bene che si conseguisce credendo e sperando nelle virtù eterne, nelle divine promesse, e secondo il Vangelo?

  Troppi, troppi, in ogni classe sociale, in ogni classe sociale - e sappia intendere chi legge - hanno deboli o disperse le S. Virtù Teologali, e questo è il mio pianto di Madre della Chiesa e dei Cattolici. E Io sono venuta a ricordare che non c'è Vita per chi non sa vivere il Vangelo, e non c'è comprensione della Rivelazione se non ci sono le tre virtù teologali vive nel cuore.

  Ricordino inoltre quelli che si stupiscono del manto verde e della cintura rossa sulla veste bianca, che apparivo ad uno che aveva perduto Fede, Speranza e Carità, e al quale imponevo 
ritorno alla Fede con un'abiura del suo errore accolto in luogo delle Verità prima amate; 
un ritorno alla Speranza col tendere di nuovo, e per la giusta via, a quella Vita eterna che Dio ha promesso ai suoi fedeli e con un umile invocare dal Padre gli aiuti per conseguirla, calpestando la Superbia che lo aveva reciso dalla Vite che ha nome Gesù; 
un ritorno alla Carità col rientrare nel Corpo mistico della Chiesa Unica, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.

E voglia la buona volontà degli uomini che non a Bruno soltanto il mio apparire abbia rifatte vive e vitali Fede, Speranza e Carità, senza le quali è inutile conoscere con letterale perfezione le parole della Grande Rivelazione antica, e inutile leggere quelle della ultima rivelazione, data, per grazia grande, dalla Misericordia eterna, ma rifioriscano forte in molti, e specie in coloro che per i1 loro ministero ne devono essere saturi per essere nutrici agli spiriti.

Non si nutre al seno se non si ha latte sano, abbondante e nutriente. Voglia la buona volontà degli uomini... (La Vergine piange).
Ti risparmio molte verità. Ricorda il dettato arso per ordine di Gabriele. E ama, credi, opera, per molti, per tutti, figlia da Noi benedetta”

(Mentalmente le chiedo perché apparve bruna a quell'uomo).
Mi risponde'. Per l'ombra della grotta e il riflesso del manto. Ma son ben la Madre di Gesù, che dette al Figlio un oro più cupo del suo per i suoi capelli e l'azzurro delle pupille. Quella che tu vedi. Quella che nel suo apparire Regina della Rivelazione presso Roma ha un rapporto con l'Opera e con l'Ordine dei S. di M., o Maria, piccola serva di Maria che Io ho stretta sotto il manto nero dei Servi di Maria tante volte e al quale Ordine mio Figlio legò e affidò l'Opera... se ne avessero conosciuto l'Autore”

Quadernetti capitolo 712:  http://www.valtortamaria.com/operaminore/quaderno/4/manoscritto/76/24-novembre-1947
http://trefontane.altervista.org/doc/storia/Messaggio-Completo-Vergine-Rivelazione-Tre-Fontane-a-Bruno-Cornacchiola.html


“AVE MARIA VIRGO POTENS!”

domenica 6 ottobre 2013

Il Cuore Immacolato di Maria è la strada che ci porta a Dio, a vedere il suo trionfo, a contemplare la vittoria di Cristo, che porterà il suo Regno di Gloria nel mondo e farà nuove tutte le cose. Andiamo con Maria verso questi nuovi tempi; viviamo con Lei l'ora trepida e conclusiva di questo secondo Avvento. (Don Stefano Gobbi)

COR MARIAE IMMACULATUM
INTERCEDE PRO NOBIS

Impostiamo una preziosissima omelia detta 14 anni or sono dall'Apostolo mariano don Stefano Gobbi.

FATIMA: 20 Novembre 1999
Omelia di don Stefano Gobbi detta nel Cenacolo 
tenuto nella Cappellina delle Apparizioni, a 
conclusione della sua visita in tutto il Portogallo. 
(trascrizione da una registrazione)




<<Diciamo tutti insieme: Grazie Gesù per averci dato tua Madre.



È un grande dono del Cuore Divino di Gesù averci dato la sua stessa Madre,

sulla Croce, alcuni istanti prima di morire, come avete ascoltato nel Vangelo.
Gesù sta vivendo la sua agonia, con il volto cosparso di sangue e i suoi occhi
velati dal pianto: riesce con fatica a intravedere sotto la Croce sua Madre e
Giovanni, l'apostolo prediletto.





Allora Gesù dice alla Madre: "Donna, ecco il tuo Figlio"; e a Giovanni: "Ecco tua
Madre". Da quel momento Maria diventa Madre di tutta l'umanità redenta, 
nell'ordine soprannaturale della Grazia e della vita divina, come dice il Concilio, 
ma è nostra vera Madre.
Per questo Lei interviene nella vita di ciascuno di noi, come Madre. Ci ama, ci
forma, ci conduce sulla strada del bene, ci consola nelle sofferenze, e, in
questi tempi difficili, ci aiuta a vivere la nostra Fede, a dare la nostra
testimonianza a Gesù, a mantenere le promesse che abbiamo fatto nel giorno
del Battesimo, quando siamo stati liberati dalla schiavitù di Satana e resi veri
figli di Dio.
Dio ci ha comunicato la sua stessa Vita, attraverso la Grazia santificante, e
noi dobbiamo vivere per Lui, per la sua Gloria, nel compimento della sua Divina
Volontà.
Per questo la Madonna, come Mamma, ci aiuta a camminare sulla strada della
osservanza della legge di Dio, a fuggire il peccato che è il nostro più grande
male e origine di tutti gli altri mali morali e fisici.
La Madonna, proprio in questo stesso luogo, è venuta a domandarci preghiera
e penitenza per la conversione dei peccatori. Come Mamma cerca di salvare
tutti, anche i lontani, perché è Madre misericordiosa di tutta l'umanità
redenta.
Per questo le vicende storiche dei suoi figli si ripercuotono nel suo Cuore di
Madre, specialmente quando i figli si allontanano da Dio e camminano sulla
strada pericolosa del peccato e del male.
Allora Lei interviene per aiutare questi suoi figli.
La Madonna è intervenuta qui in Fatima, quasi al principio di questo secolo,
nel quale l'umanità si sarebbe allontanata da Dio e al posto della vita avrebbe
conosciuto la diffusione della morte; al posto dell'amore avrebbe fatto la
sanguinosa esperienza dell'odio; al posto della comunione e della pace avrebbe
subito quella della divisione e della violenza.



Ecco, allora, il succedersi della prima guerra mondiale, della seconda guerra

mondiale, delle guerre etniche esplose in tante parti del mondo.
La pace così sarebbe stata sempre più veramente minacciata.
Allora, la Madonna interviene perché Lei è Madre, perché Lei è la Regina 
della Pace, perché la Santissima Trinità ha disposto che il grande dono della 
pace giunga a noi attraverso di Lei. Si comprende così il suo continuo ed
addolorato invito alla conversione, per mezzo della preghiera e della penitenza.
Maria è Madre della Chiesa. Ella porta nel suo Cuore Immacolato tutte le
sofferenze della Chiesa, dei suoi Pastori, specialmente del Pastore universale
che è il Papa. Per questo ci invita a stare sempre più uniti al Papa, a
pregare molto, a soffrire per Lui, ascoltando e diffondendo il suo Magistero.
Ella ha previsto le sofferenze della Chiesa, causate dalla divisione entrata nel
suo interno, dalla perdita della vera Fede da parte di molti, per gli errori che
vengono sempre più insegnati e diffusi.



Dobbiamo tornare a credere al Vangelo, ad accoglierlo ed a viverlo alla lettera.

Maria è la Madre e la Stella della nuova evangelizzazione.
Ti ringrazio pertanto, o Maria, di essere nostra Madre.
Questa sera ti ringrazio, Madonna di Fatima, per avere fatto sorgere qui, in
questo stesso luogo, l' 8 maggio 1972, il Movimento Sacerdotale Mariano,
con il quale hai chiamato i tuoi figli a fare e a vivere la Consacrazione al tuo
Cuore Immacolato; a una grande unità con il Papa e a diventare tuoi apostoli,
non con le parole, ma con la vita illuminata dalla tua presenza, diffondendo i
Cenacoli fra i bambini, fra i giovani e nelle famiglie.



Io vedo qui un grande numero di giovani. Giovani, camminate insieme con 

Maria sulla strada della preghiera, dell'amore, della purezza e diffondete 
ovunque i Cenacoli, soprattutto i Cenacoli familiari.



Ti ringrazio, Madonna di Fatima, per avere diffuso questo tuo Movimento in

tutto il mondo, nei cinque continenti. Ti ringrazio, Madonna di Fatima, di
avermi portato frequentemente in ogni parte, con più di mille voli di aereo, e
così ho potuto presiedere i Cenacoli. Io ho visto il trionfo del tuo Cuore
Immacolato: la schiera immensa dei tuoi piccoli bambini che ti hanno risposto
in tutte le lingue e che ti hanno ovunque seguito.
Questo Atto di Consacrazione, che voi farete tra poco in lingua portoghese, io
l'ho già ascoltato in tutte le lingue. Oggi l'offro a te, o Madre, perché questa
sera, qui nella tua Cappellina, alla fine di questo secolo e di questo millennio,
termino i Cenacoli che ho fatto in ogni parte del mondo.
Non è questo forse un forte segno che tu oggi mi dai? Vuoi farmi
comprendere che la tua schiera è pronta; che i tuoi piccoli bambini ti hanno
risposto; che tu hai trionfato nella vita di questi tuoi figli perché, attraverso
di essi, realizzerai il trionfo del tuo Cuore Immacolato nel mondo.



Viviamo dunque nella fiducia, nella gioia, nel filiale abbandono fra le braccia 

della nostra Mamma Celeste. Viviamo nella speranza; come il Papa ci invita,
varchiamo la soglia della speranza con Maria.
Oggi, con i primi Vespri, iniziamo la Solennità di Cristo Re e con essa termina
l'anno liturgico. Il Papa quante volte ci ha detto che, con l'approssimarsi del
terzo millennio, avrà inizio una grande primavera per la Chiesa. Io penso che
questa primavera coinciderà con il trionfo del Cuore Immacolato di Maria che
porterà nel mondo il più grande trionfo di Cristo. Infatti il trionfo del Cuore
della Madre può avvenire solo nel trionfo del Figlio.
Qui in Fatima è stato dato l'annuncio di un mistero che non è stato ancora
completamente rivelato.
Qui in Fatima c'è un messaggio che riflette un fascio di luce sopra tutti gli
avvenimenti di questo secolo e su ciò deve succedere nel prossimo.
Qui in Fatima è stato predetto il più grande trionfo di Cristo, perché Lui è 
Dio, l'Emmanuele, cioè Dio con noi.



Gesù Cristo è Dio che per noi è nato, morto sulla Croce e risorto. Lui ci ha

redenti e salvati e ora vive nello splendore della sua Gloria, seduto alla destra
del Padre.  Gesù Cristo il Vivente, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine, 
l'Alfa e l'Omega, il nostro Salvatore e Redentore.



San Pietro ha detto che non è dato altro nome sotto i cieli, in cui l'umanità

può essere salvata, se non Gesù Cristo. Ecco la ragione della nostra
speranza: Gesù Cristo, il solo nostro Salvatore, il solo nostro Redentore; 
lo stesso ieri, oggi e sempre.
Gesù Cristo guida tutti gli avvenimenti della storia verso il suo più grande
trionfo.
In questo secolo ha permesso il trionfo del suo Avversario, perché la sua
Vittoria possa apparire ancora più grande, più bella e più luminosa.
Fratelli e sorelle, noi camminiamo verso questi tempi, in cui Gesù porterà 
nel mondo il suo Regno: Regno di Grazia, di Amore, di Santità, di Giustizia 
e di Pace.
Andiamo con Maria incontro al Regno di Gesù Cristo, vivendo l'ora trepida e
stupenda di questo secondo Avvento.

Fatima è la porta attraverso la quale dobbiamo passare per giungere ai tempi
nuovi che qui furono annunciati. Il Cuore Immacolato di Maria è il nostro
rifugio, in questi tempi conclusivi della grande purificazione e della grande
tribolazione.
Il Cuore Immacolato di Maria è la strada che ci porta a Dio, a vedere il suo
trionfo, a contemplare la vittoria di Cristo, che porterà il suo Regno di Gloria
nel mondo e farà nuove tutte le cose.
Andiamo con Maria verso questi nuovi tempi; viviamo con Lei l'ora trepida e
conclusiva di questo secondo Avvento.




E ora, Madonna di Fatima, mentre ti dono la Consacrazione di questi tuoi figli,

ti offro anche la Consacrazione di tutti quelli che, da ogni parte del mondo, ti
hanno risposto di sì.
Noi ci consacriamo al tuo Cuore Immacolato, per entrare in questo tuo rifugio.
Noi ci consacriamo al tuo Cuore Immacolato, per camminare sulla strada che
ci conduce al Dio della salvezza e della pace.
Noi ci consacriamo al tuo Cuore Immacolato, per preparare la strada e
spalancare le porte a Gesù Cristo che viene, affinché i nostri occhi possano
finalmente contemplare la sua Gloria.



Per questo, amatissimi fedeli, ora vi invito a rinnovare tutti insieme il nostro

Atto di Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria.>>




PER MARIAM 
AD JESUM !

Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis !


mercoledì 26 settembre 2012

"Regina della Rivelazione, ho vestito i colori delle tre virtù che la Rivelazione contiene e propone: la Fede, la Speranza, la Carità."


IL CANTUCCIO DI MARIA:
A PROPOSITO DELL’APPARIZIONE
A BRUNO CORNACCHIOLA


24-11-1947 ore 11,30.



REGINA DELLA RIVELAZIONE

Dice Maria:
  “Con quello che ti ho detto il giorno della Presentazione puoi capire anche perché sono apparsa coi tre colori delle Virtù Teologali. Alcuni, quelli che si perdono nelle solite inezie umane anche davanti alle realtà soprannaturali più grandi e chiare, fanno ostacolo al credere alla mia venuta alle Tre Fontane per quei colori... Non c'è limitazioni dove Io sono. E in ogni cosa è un simbolo.

Regina della Rivelazione, ho vestito i colori delle tre virtù che la Rivelazione contiene e propone: la Fede, la Speranza, la Carità.

Tutta la Rivelazione è Fede. Senza la Fede non potreste accettare la Rivelazione. Il Vangelo è Fede perfetta, essendo Rivelazione diretta delle divine Verità e dei mezzi per conseguire il Regno dei Cieli, ossia ciò che conforta la Speranza, virtù per la quale i credenti aspettano sicuri la vita eterna, conseguita per la Carità, quella carità verso Dio e verso il prossimo che è contenuta nel Codice del Figlio mio.

Venuta presso la Sede di Pietro, nel cuore della Cattolicità, in un'ora paurosa di nascita delle tenebre - e tenebre nascono dallo sprezzo aperto, dalla trascuranza sonnolenta, dalla tiepidezza invisa a Dio per il Vangelo - cercando col mio venire di fugare le tenebre con la Luce, ossia col Verbo, ho ricordato col simbolo della mia veste che non c'è intelligenza e salute se non si riveste l'anima di Fede, Speranza, Carità per capire la Parola, che non c'è vita e pace senza Fede, Speranza, Carità per vivere veramente la Parola e conseguire la Vita e Pace eterna.

La Rivelazione senza la Fede diviene accumulo di parole vane e incomprensibili, e forma oggetto di scherno verso l'Altissimo, deriso nelle sue Verità, per chi è senza la Fede, e oggetto di rovina singola e collettiva, terrena e ultraterrena.

  La Rivelazione senza la Speranza diviene accumulo di parole vane che le eresie assalgono e polverizzano. Cosa è la vita eterna, il possesso di Dio, il Paradiso per chi non ha la Santa Speranza, per chi è sterilito dal materialismo, corrotto dalle dottrine di Satana, reso cieco dal positivismo', folle da una scienza atea che vuole sostenere le evoluzioni della materia in opposto alle creazioni di Dio per spiegare                                l'essere del mondo sensibile; fatto morto per l'ateismo che nega il Tutto in cui è la chiave del tutto? Quale freno ha più chi non spera nelle promesse di Dio, chi non agisce per mutarle in realtà a se stesso? Quale sprone ha contro tentazioni e sventure?

  La Rivelazione senza la Carità diviene accumulo di parole vane. Quando non si ama, come si può credere in Dio, a Dio, alla sua Legge, al Bene che si conseguisce credendo e sperando nelle virtù eterne, nelle divine promesse, e secondo il Vangelo?

  Troppi, troppi, in ogni classe sociale, in ogni classe sociale - e sappia intendere chi legge - hanno deboli o disperse le S. Virtù Teologali, e questo è il mio pianto di Madre della Chiesa e dei Cattolici. E Io sono venuta a ricordare che non c'è Vita per chi non sa vivere il Vangelo, e non c'è comprensione della Rivelazione se non ci sono le tre virtù teologali vive nel cuore.

  Ricordino inoltre quelli che si stupiscono del manto verde e della cintura rossa sulla veste bianca, che apparivo ad uno che aveva perduto Fede, Speranza e Carità, e al quale imponevo 
ritorno alla Fede con un'abiura del suo errore accolto in luogo delle Verità prima amate; 
un ritorno alla Speranza col tendere di nuovo, e per la giusta via, a quella Vita eterna che Dio ha promesso ai suoi fedeli e con un umile invocare dal Padre gli aiuti per conseguirla, calpestando la Superbia che lo aveva reciso dalla Vite che ha nome Gesù; 
un ritorno alla Carità col rientrare nel Corpo mistico della Chiesa Unica, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana.

E voglia la buona volontà degli uomini che non a Bruno soltanto il mio apparire abbia rifatte vive e vitali Fede, Speranza e Carità, senza le quali è inutile conoscere con letterale perfezione le parole della Grande Rivelazione antica, e inutile leggere quelle della ultima rivelazione, data, per grazia grande, dalla Misericordia eterna, ma rifioriscano forte in molti, e specie in coloro che per i1 loro ministero ne devono essere saturi per essere nutrici agli spiriti.

Non si nutre al seno se non si ha latte sano, abbondante e nutriente. Voglia la buona volontà degli uomini... (La Vergine piange).
Ti risparmio molte verità. Ricorda il dettato arso per ordine di Gabriele. E ama, credi, opera, per molti, per tutti, figlia da Noi benedetta”

(Mentalmente le chiedo perché apparve bruna a quell'uomo).
Mi risponde'. Per l'ombra della grotta e il riflesso del manto. Ma son ben la Madre di Gesù, che dette al Figlio un oro più cupo del suo per i suoi capelli e l'azzurro delle pupille. Quella che tu vedi. Quella che nel suo apparire Regina della Rivelazione presso Roma ha un rapporto con l'Opera e con l'Ordine dei S. di M., o Maria, piccola serva di Maria che Io ho stretta sotto il manto nero dei Servi di Maria tante volte e al quale Ordine mio Figlio legò e affidò l'Opera... se ne avessero conosciuto l'Autore”


Bruno Cornacchiola


Catecismo para niños

“AVE MARIA VIRGO POTENS!”


lunedì 4 giugno 2012

BRUNO CORNACCHIOLA E LA VERGINE DELLE TRE FONTANE, Roma 1947 : ... A questo punto io non vedevo più né la cavità né ciò che vi stava dentro, ma fui invaso da un'insolita gioia".


"SONO COLEI CHE SONO 
NELLA TRINITA' DIVINA"

Le apparizioni de Le Tre Fontane 

Roma (1947)


IL VEGGENTE

Bruno Cornacchiola nasce a Roma il 9 maggio 1913. La sua famiglia, povera materialmente, è addirittura squallida nei valori spirituali. Sua madre, assillata dal lavoro fuori casa, non può dedicarsi alla loro educazione. Suo padre, quasi sempre ubriaco, lo picchia spesso, tanto che ad un certo momento decide di non rincasare più la sera e passa la notte in qualche grotta della periferia di Roma o nei locali presso la Scala Santa.
Bruno racconta di sé:
"Viaggiavo in ferrovia e non pagavo il biglietto perché mi nascondevo sotto i sedili delle carrozze quando passava il bigliettaio e se si presentava l'occasione rubavo, preoccupato soltanto di non farmi prendere dai carabinieri. ..".
A 23 anni si sposa con Iolanda Lo Gatto. Non vuole però ricevere il Sacramento del Matrimonio e solo per accontentare la futura moglie accondiscende a celebrarlo in sacrestia.

Durante la guerra civile in Spagna parte come volontario, attratto dal miraggio della buona remunerazione, e vi rimane tre anni. Fa amicizia con un soldato tedesco, protestante, che gli instilla l'odio per la Chiesa e il Papa. Finita la guerra di Spagna, prima di ritornare in patria entra in un'armeria a Toledo e compra un pugnale, sul cui manico scrive: "A morte il Papa".

Arrivato in patria, è preoccupato nella ricerca di un lavoro e per il problema religioso che lo sconvolge. In quei giorni stende il suo piano:
"Per salvare l'umanità dovrò uccidere i preti in qualunque luogo, cercherò in tutti i modi di distruggere la Chiesa cattolica e sarà mio dovere pugnalare il Papa".
Vuole convincere la moglie ad abbandonare la sua fede cattolica e spesso la picchia. Un giorno la moglie, esasperata, fa con lui uno strano patto:

"Bruno, tu vuoi che io entri con te a far parte della Chiesa protestante. .. Accetto, ma ad una condizione: ti devi confessare e ricevere la comunione nei primi nove venerdì del mese. Se alla fine di questa pia pratica vorrai ancora cambiare religione ti seguirò anch'io, se no continueremo insieme nella fede del nostro battesimo".
L'uomo acconsente e riceve per nove volte, ogni primo venerdì del mese, l'Eucaristia, ma non muta parere; così, fallita la prova, la moglie passa con lui al protestantesimo.

Ma Cristo lo attende al varco.

L'APPARIZIONE

Il 12 aprile 1947, sabato, decide di andare con i suoi figlioli al lido di Ostia, ma giunto alla stazione ostiense, il treno era già partito. 
Allora si dirige verso la località "Tre Fontane", nello spiazzo antistante l'abbazia dei Trappisti.

Si rivolge ai bambini:
- "Gianfranco, Carlo, Isola, voi potete giocare a palla, ma non allontanatevi troppo".
Essi partono immediatamente, sparendo e apparendo tra le piante con grida festose, mentre Bruno si siede su un muretto, ai margini del boschetto di eucalipti, per preparare uno scritto contro la Vergine Maria. Si è portato una Bibbia e dei fogli e subito getta su un foglio le prime battute: "La Madonna non è Vergine, non è Immacolata, non è Assunta in cielo...".

Frattanto i bambini lo chiamano:
- "Papà, abbiamo perduto la palla, vieni a cercarla con noi!" .
Egli si alza e incontrato Carlo, il più grandicello, si dispone con lui a ispezionare il terreno. Isola si sposta e raccoglie fiori. Gianfranco siede in disparte per sfogliare un giornalino. Cornacchiola racconta:
"Carlo ed io scendemmo nella scarpata verso via Laurentina per trovare la palla, ma non la vedemmo. Desiderando assicurarmi che il più piccolo non si fosse allontanato dal luogo assegnatogli, lo chiamavo per nome ed egli mi rispondeva. Ad un certo momento, però, non lo sentii più e pur avendo alzato la voce, non ebbi nessuna risposta. Preoccupato risalii, mi portai verso i cespugli vicino alla grotta dove l'avevo lasciato, ma non lo vidi. Perciò gridai ancora più forte:
- "Gianfranco, dove sei?" - Invano.
Sempre più preoccupato lo cercavo affannosamente tra i cespugli e le rocce e finalmente trovai il bambino inginocchiato all'ingresso di una grotta, a sinistra di chi la guarda. Teneva le mani giunte come se pregasse e guardava all'interno con viva attenzione, sorridendo e bisbigliando qualcosa. Mi avvicinai di più e udii distintamente tali parole:
- "Bella Signora!... Bella Signora!..." .
- "Che dici, Gianfranco, - chiesi - che cosa fai?" .
Credevo fosse un gioco di bambini, poiché nessuno in casa aveva insegnato a lui, non ancora battezzato, quell'atteggiamento di preghiera.
Allora chiamai:
- "Isola, vieni giù, spiegami tu qualcosa!" .
Mi obbedì e...
- "Cosa c'è là dentro? - domandai - Vedi niente tu?"
- "No papà" - risponde, e nello stesso tempo anch'essa cadde in ginocchio a destra del fratellino. I fiori le uscirono dalle mani, mentre lo sguardo era fisso all'interno della grotta. Anche lei sottovoce bisbigliava:
- "Bella Signora!... Bella Signora!..." .
Io, stizzito più che mai, mi chiedevo la motivazione del curioso modo di fare dei figli che, in ginocchio, guardavano incantati verso l'interno della grotta, ripetendo le stesse parole. Pensai di chiamare Carlo che stava ancora cercando la palla e...
- "Vieni anche tu qui - pregai - e spiegami che fanno i tuoi fratelli in quella curiosa posizione... Forse l'avete preparato voi questo gioco?" .
- "Ma cosa dici - egli osservò - di quale gioco parli?... Non lo conosco e non lo so fare!" .
Appena pronunciate simili parole anche lui cadde in ginocchio a destra di Isola, con le mani giunte e gli occhi fissi ad un punto che lo affascinava entro la grotta, ripetendo le stesse parole:
- "Bella Signora!...".
- "È troppo! - gridai - Anche tu mi prendi in giro!".
Non ne potevo più e con i nervi a pezzi:
- "Carlo, - imposi - via di qui".
E, poiché non si muoveva, cercai di alzarlo, ma non ci riuscii. Sembrava di piombo. Allora ebbi paura. Mi avvicinai trepidante alla bambina e:
- "Isola - la invitai - alzati e non fare come Carlo!".
Quella non rispose. Tentai di smuoverla ma non ci riuscii. Invaso dal terrore, nell'osservare le pupille dilatate dei figli estatici e il pallore dei loro volti, abbracciai il più piccolo e:
- "Su alzati. - dissi - È possibile che le mie braccia siano state private di tanta energia?".
A questo punto:
- "Ma che cosa succede qui? - esclamai - Ci sono forse delle streghe nella grotta oppure qualche diavolo?...".
Poi, istintivamente:
- "Chiunque tu sia, fossi anche un prete, vieni fuori!".
Entrai nell'antro, deciso di prendere a pugni lo strano essere, ma la grotta era vuota".
Cornacchiola esce allora in preda alla disperazione e, piangendo convulsamente, alza le braccia e gli occhi al cielo e grida:

- "Dio, salvaci tu!”.

"Quand'ecco - egli dice - emessa l'invocazione, vidi improvvisamente due candidissime mani che si muovevano verso di me e sentii che mi sfioravano la faccia. Ebbi la sensazione che mi si strappasse qualcosa dagli occhi. In quell'istante provai un certo dolore e rimasi nell'oscurità più profonda...

A questo punto io non vedevo più né la cavità né ciò che vi stava dentro, ma fui invaso da un'insolita gioia".

In quell'istante  Bruno è rapito dalla visione di una giovanile figura di donna, avvolta nello splendore di una luce d'oro, ferma e dolcemente statica. Bruno la fissa con trasporto, vinto dal fascino di tanta bellezza, attratto da quella luce che, pur intensissima, non offende la vista ma lo inonda di soavità sovrumana. La donna veste una tunica bianca e luminosa, stretta ai fianchi da una fascia rosa. Ha capelli neri, un tantino sporgenti dal velo verde-prato che la copre dalle spalle ai piedi. Da sotto la vesta escono i piedi nudi e verginali, fermi sopra un masso di tufo anch'esso circondato di luce. Nella mano destra regge, appoggiandolo al petto, un libro di colore grigio, su cui tiene pure l'altra mano. Soprattutto è affascinato dal volto di quella creatura, un volto in cui si fondono il candore innocente della puerizia, la vaghezza e la grazia della verginità, la gravità maestosa della sublime maternità. 

Continua il veggente:

"Vidi che la bella Signora lentamente muoveva la mano sinistra ed indicava qualcosa ai suoi piedi. Guardai e vidi a terra un drappo nero sostenente una croce spezzata".

Cornacchiola pensa che quel drappo nero, simile a una veste stracciata, e la croce spezzata, volessero alludere all'abito talare, con ogni altro segno di distinzione, da molti religiosi e sacerdoti ormai messo da parte.
"Il mio primo impulso fu quello di lanciare un grido, ma la voce mi moriva in gola".

L'Apparizione, quasi offrendo il libro che teneva in mano, con tono ineffabilmente dolce disse:

- "Sono Colei che sono nella Trinità Divina".  
- "Sono la VERGINE DELLA RIVELAZIONE”.
- "Tu mi perseguiti, ora basta! Entra nell'ovile santo, corte celeste in terra. 
Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore, che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa prima di iniziare la via dell'errore, ti hanno salvato!".

Intanto un profumo misterioso e indefinibile inonda l'ambiente e sembra coprire la sporcizia del suolo, triste strascico di squallidi incontri.

Dopo essersi così presentata, la celestiale Signora tiene una prolungata allocuzione al figlio che sta per ritornare a Dio, parte della quale è rivolta a lui stesso e a tutti i fedeli, l'altra invece contiene un messaggio segreto per il Santo Padre. 

Poi continua:
- "Desidero darti una sicura prova della divina realtà che stai vivendo, perché tu possa escludere ogni altra motivazione del tuo incontro, compresa quella del nemico infernale. E questo è il segno: Quando incontrerai un sacerdote nella chiesa o per via, avvicinalo e rivolgigli questa espressione: "Padre, le devo parlare!". Se costui ti risponderà: "Ave Maria, figliolo, cosa vuoi?" pregalo di fermarsi perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e obbediscilo, ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: "Quello fa per il tuo caso".

- "Ti recherai poi dal Santo Padre, il supremo pastore della cristianità e gli consegnerai personalmente il mio messaggio. Ti condurrà dal Papa qualcuno che io ti indicherò".

- "Alcuni a cui tu narrerai questa visione non ti crederanno, ma non lasciarti deprimere...".

Poi, con atteggiamento di materna benignità e serena mestizia, l'incantevole Signora gira su se stessa e si allontana.

Nel messaggio, la Madonna chiede con insistenza 
a tutti la preghiera 
ed invita alla recita del Rosario:

- "Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unità dei cristiani. 
Le Ave Maria che voi dite con fede e amore, sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù".

Ed ecco, quasi a premio di coloro che ascolteranno il suo materno messaggio, la Vergine promette celesti favori:

- "Con questa terra di peccato 
opererò potenti miracoli 
per la conversione degli increduli".

Nella sua bontà Ella vuole anche svelare il Figlio nei misteri della sua vita intima, legata alla Augusta Trinità:

- "Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso".

Il 9 dicembre 1949 il Santo Padre Pio XII invitò i tranvieri di Roma, accompagnati da padre Rotondi, a recitare con lui il Rosario nella sua cappella privata. Lasciamone la descrizione a Cornacchiola:

"Tra i lavoratori c'ero anch'io; portavo con me il pugnale e la Bibbia sulla quale stava scritto: "Questa è la morte della Chiesa Cattolica, col Papa in testa". Volevo consegnare al Santo Padre il pugnale e la Bibbia.

Finito il Rosario il Papa disse:
- "Qualcuno di voi mi vuol parlare?".
Io mi inginocchiai e dissi:
- "Santità, sono io!".
Gli altri lavoratori fecero largo per il passaggio del Papa; egli si chinò verso di me, mi pose la mano sulla spalla, avvicinò il suo volto al mio e chiese:
- "Cosa c'è, figlio mio?".
- "Santità, qui c'è la Bibbia protestante che interpretavo erroneamente e con la quale ho ucciso molte anime".
Piangendo consegnai anche il pugnale sul quale stava scritto "Morte al Papa" e sussurrai:
- "Chiedo perdono di aver osato solo pensare a tanto. Avevo progettato di ucciderla con questo pugnale!".
Il Santo Padre prese quegli oggetti, mi guardò, sorrise e osservò:
- "Caro figlio, con ciò non avresti fatto altro che dare un nuovo martire alla Chiesa, ma a Cristo una vittoria dell'amore.."

Tratto da: "La Vergine della Rivelazione" (ediz. Roma)
Mons. Fausto Rossi




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AVE MARIA!
AMDG